LA SALITA AL MONTE SINAI
Si parte dal Catherine Camp a mezzanotte e si raggiunge il Monastero di Santa Caterina, che si trova ai piedi del Monte di Mosè, dopo circa 1 ora e mezza di viaggio in jeep o minibus.
Breve sosta in un bar della zona per un veloce ristoro, ed inizio della salita sul Monte.
La salita al Monte (2.285 m) richiede circa 3-4 ore di cammino. La prima parte del percorso in salita può essere fatta su dromedario: è chiamata "Il Cammino di Mosè" e consiste in 3.700 gradini. La seconda, invece, deve essere fatta a piedi: sono 700 scalini. Consigliamo, come per tutte le altre escursioni via terra, scarpe comode e resistenti, con la suola sagomata onde evitare eventuali dannose scivolate. Portarsi felpa, foulard per la gola e torcia elettrica.
Ci sono popoli di ogni religione che salgono ogni notte su questa montagna di granito, tutti vengono per toccare e vedere questo luogo immutato nel suo antico fascino.
Sulla vetta del monte si trova una cappella dedicata alla SS.Trinità, fatta costruire dall’imperatore Giustiniano nel 532 d.C., distrutta da eventi tellurici e ricostruita a più riprese, fino all’ultimo restauro effettuato nel 1934. Di fronte alla chiesa si trova una grotta ove Mosè si ritirava a pregare e per ripararsi dalle intemperie.
La fatica che si deve affrontare nel raggiungere la vetta viene ripagata dallo spettacolo naturale del cielo stellato che si può ammirare durante il percorso e da un'altrettanto meraviglioso spettacolo che si gode dalla cima della montagna sacra dove si può vedere l'aurora con il sole che nasce oltre i Monti dell’Arabia Saudita ed illumina gradualmente il golfo di Aqaba e tutta la catena del Sinai, con luci, ombre e colori di rara bellezza.

IL MONASTERO DI S. CATERINA
Fin dai primi secoli del Cristianesimo, l'oasi che si estende ai piedi del Monte fu abitata da monaci, asceti, ed eremiti che qui cercavano pace e tranquillità per favorire la loro ascesi mistica e spirituale. Nel 330 d.c. Sant’Elena, madre dell’imperatore Costantino, fece costruire una cappella per proteggere il cespuglio di rovi che, secondo quanto dice la Bibbia, fu soggetto di un miracolo particolare. Dio parlò a Mosè tra le fiamme del roveto che bruciava pur rimanendo verde ed intatto. L'imperatore Giustiniano che regnò dal 525 al 565 d.C. fece costruire l’attuale Monastero per proteggere i testi delle sacre scritture, le sacre icone ed i Monaci che nel frattempo si erano insediati nell’oasi.
Rinomata la sua biblioteca, seconda soltanto alla Biblioteca Vaticana ed altrettanto celebre il Mosaico, in stile bizantino, situato nell'abside della chiesa raffigurante la Trasfigurazione di Gesù.

IL DESERTO BLU

Poco lontano dal Monastero, un originale artista belga di nome Jean Verame negli anni 1980 e 1981, dipinse sassi e rocce per un vasto tratto di deserto con una tinta di colore blu. Questo colore avrebbe dovuto incoraggiare le persone all'ascesi spirituale ed alla ricerca della pace dei sensi.
Incredibile il contrasto del blu della vernice ed il colore bruno rossastro del deserto circostante. Uno spettacolo curioso e davvero singolare, ideale per arrampicate, fotografie o semplicemente per sentirsi lontani da tutto.

IL CANYON BIANCO
Sulla strada del ritorno si incontrano delle formazioni rocciose di rara bellezza: sono vere e proprie cattedrali costruite dalla natura in rocce candide e traforate, simili a cattedrali gotiche.
Secondo in grandezza tra i canyon del Sinai dopo il canyon colorato, è situato in mezzo al deserto ed è ricoperto di formazioni di funghi bianchi. Sentieri stretti e tunnel semichiusi, grande divertimento per gli amanti del trekking e per tutti gli altri.
Anche questo un magnifico spettacolo naturale da non perdere.

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